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L’Ucca premia due video documentari di denuncia con la Stella del meeting
Un resoconto realizzato da testimoni oculari presenti nella Striscia di Gaza durante i bombardamenti effettuati dall’esercito israeliano lo scorso dicembre, durante l’operazione Piombo fuso: 21 giorni a “sparare sull’elefante”, come nello scritto di George Orwell a cui il titolo fa riferimento, documentati da Alberto Arce e Mohammad Rujeilah. Immagini forti raccolte da stranieri che hanno deciso di rimanere all’interno delle ambulanze nella striscia di Gaza con i civili palestinesi. Arce, consapevole del problema ‘distributivo’ di cui le immagini su Gaza hanno sofferto e tuttora soffrono, ha deciso di rilasciare il suo film – premiato lo scorso novembre al Festival dei Popoli di Firenze – sotto licenza Creative Commons per permettere a chi interessato di scaricare legalmente il film, copiarlo, proiettarlo in pubblico, distribuirlo, tradurlo, alla sola condizione di citarne la fonte originaria e rilasciare il prodotto finale sotto lo stesso tipo di licenza.
Con questo documentario è stato organizzato un ‘global screening day’ in tutto il mondo, in occasione dell'anniversario dei bombardamenti su Gaza. Le immagini del film sono una delle poche testimonianze visive di quanto lì è successo.
Il film sarà premiato giovedì 15 luglio dall’Ucca con il Premio Stella del Meeting - Il cinema contro il razzismo. Rujeilah sarà presente, così come il giorno dopo sarà a Cecina l’altro regista che verrà premiato, Lemnaouer Ahmine per il suo “La trappola”. Il film è la testimonianza raccolta a caldo, in prima persona, della tragica vicenda dei rifugiati politici sfollati l’anno scorso dall’edificio di via Senigallia a Milano che per protesta si sono accampati in Piazza Oberdan in pieno centro cittadino. Trecento immigrati provenienti dal Corno d’Africa iniziano una dura azione di protesta che avrà strascichi violenti e dolorosi. Per quattro mesi il regista, algerino di nascita, classe 1973, in Italia dal 1994, si è mimetizzato tra loro e, con immagini mai viste in televisione, ha fatto emergere i discorsi, la coscienza dei diritti, le speranze deluse di persone che vedevano nell’Europa la patria della democrazia. Il finale della storia è amaro come la realtà: gran parte degli immigrati sgomberati è stata costretta a lasciare l’Italia.