Si è tenuta il 18 febbraio a L’Aquila la conferenza stampa di presentazione del progetto Matti per il cinema. Cinebus nella città che non c'è… ancora. A proporlo sono l'Associazione 180 amici L'Aquila, la Fondazione Basaglia, l'Arci Servizio civile, l'Azienda mobilità aquilana (Ama) e il Dipartimento di salute mentale.
L'idea del Cinebus si sviluppa da quella del Bibliobus dell'Arci. Come si ricorderà, nei giorni successivi al sisma il circolo Arci Querencia, il punto Einaudi dell'Aquila con la collaborazione della trasmissione Fahrenheit di Radio3 s’inventarono il Bibliobus.
Per realizzarlo fu importante la collaborazione dell’Azienda di trasporti urbani del capoluogo abruzzese che mise a disposizione un autobus per portare i libri nelle molte tendopoli e successivamente donò un autobus più grande e stanziale dove creare una biblioteca.
Più di 30mila libri distribuiti, un centinaio di volontarie e di volontari Arci, più di 500 visite nelle tendopoli aquilane per oltre sei mesi, centinaia di donatori.
Nonostante i campi siano ormai chiusi, il Bibliobus continua ad andare avanti e a donare i libri ai cittadini aquilani costretti a vivere in una situazione ancora molto difficile e precaria.
Da quell’idea nasce ora il Cinebus. Il mezzo potrà ospitare fino a 30 spettatori e si sposterà di zona in zona arrivando anche in quelle più lontane dal centro cittadino.
Il 20 febbraio il Cinebus ha sostato dalle 15 alle 18 in Viale Crispi. Sempre il 20 febbraio in Piazza Duomo, si è tenuto un dibattito ed è stato illustrato il progetto alla presenza della produttrice Claudia Mori, del regista Marco Turco e di altri attori del film C'era una volta la città dei matti, che è stato proiettato alle 18. La pellicola racconta la storia e la disperazione dei manicomi, prima della legge 180 che ne comportò la definitiva chiusura.
«L'Aquila - ricorda Vittorio Sconci, Capo del Dipartimento di Salute mentale - è stata l'unica città in Italia in cui la legge 180 ha avuto il pieno sostegno di tutta la stampa e degli organi istituzionali. La chiusura dell'ospedale di Collemaggio ha coinvolto come esperienza tutta la cittadinanza, in termini affettivi ed emozionali».
«All’inizio - ha detto Ciro Cannavacciuolo dell'Arci L'Aquila - la proposta della lettura come svago, in un momento così drammatico come il post-terremoto, sembrava un po' particolare, ma è stata un successo, anche grazie ai volontari provenienti da tutta Italia. Il nostro obiettivo era ed è ancora recuperare la nostra identità, ricreare i legami sociali con ogni mezzo: inizialmente, il Bibliobus ed ora anche il Cinebus. Le piazze saranno il luogo per non sentirci soli».
Il Bibliobus e il Cinebus possono essere due opportunità per unirsi in pratiche quotidiane di compartecipazione, per iniziare a ricostruire con speranza e voglia di fare quella città che ‘non c'è…ancora’.