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Notizie dai circoli UCCA

Redazione

Illusioni e realtà. Cinema ungherese 1989 - 2001

a cura di Fiorano Rancati, Umberto Rossi, in collaborazione con Judit Pintér

Negli anni '60 e '70 il cinema ungherese assunse, per il frequentatore del cinema d'essai, una dimensione mitica. Di questo cinema si apprezzavano la scuola da cui aveva origine, tra le migliori del mondo, il linguaggio arduo e innovatore, il rigore della messa in scena e la relativa libertà nel suo complesso storico. Negli anni successivi continuarono ad arrivare da Budapest nuovi autori e nuove idee dal cinema. La caduta del muro di Berlino coinvolge (travolge) anche l'Ungheria. Il crollo del sistema infrange soprattutto le strutture produttive, ponendo il cinema in una posizione incerta. Venuta meno la programmazione economica statale, che garantiva la realizzazione di un numero consistente di film all'anno, la produzione è costretta a ridefinire le basi pratiche del suo esistere in rapporto ad un mercato che esige ben altri parametri rispetto a quelli di una cinematografia che privilegia contenuti e qualità. Questo libro intende fornire un'analisi di questi ultimi anni non solo sul piano critico ma anche su quello del meccanismi produttivi e del reperimento delle risorse, con una sintetica informazione sul contesto socio-storico. E' uno strumento utile a definire il quadro attuale di una cinematografia che, pur nelle sue sue difficoltà, continua ad essere viva e vitale e la cui presenza è indispensabile per il cinema europeo, che ha bisogno di raccogliere tutti gli stimoli per non perdersi in un'omologazione che lo distruggerebbe.

Scritti di: Tibor Sàndo, Zsolt Kézdi Kovàcs, Gàbor Gelencsér, Umberto Rossi, Balàzs Varga, Eszter Fazekas, Dan Fainaru, Tibor Hirsch, Gergely Bikàcsy, Paolo Vecchi