La convivenza multietnica, l’incontro tra culture diverse, sono il vero futuro dell’umanità, l'unica via che il mondo ha davanti a sé. Il suo rifiuto, rappresentato oggi nel nostro paese da una politica sull’immigrazione che viola i diritti umani e dai sempre più numerosi sintomi di un razzismo diffuso, è pura e semplice stupidità. L’Ucca da sempre le oppone l'arma nonviolenta della conoscenza, della cultura, del cinema. Ne sono ottimi esempi alcuni titoli del catalogo di film che proponiamo, come Welcome Bucarest di Claudio Giovannesi (2007, 40'), che racconta la storia di Alin, ragazzo rumeno in Italia da cinque anni, nella già multietnica Ostia dove però italiani e stranieri continuano a frequentare luoghi separati; oppure come Billo, il grande Dakhaar di Laura Muscardin (2008, 90'), il cui protagonista è un giovane sarto senegalese che lascia il suo Paese, la madre e la fidanzata, per cercare lavoro a Roma, trovando nuovi amici italiani e anche l’amore di una ragazza, almeno fino a quando una telefonata dal Senegal gli annuncia il suo prossimo matrimonio.
Oltre a queste due opere, che è possibile richiedere direttamente all'Ucca, come sempre vogliamo segnalare a tutti i circoli Arci altri eventi cinematografici e audiovisivi che contribuiscano ad approfondire la realtà dei migranti.
Il recente Come un uomo sulla terra di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer (2008, 61'), documentario candidato al David di Donatello 2009 attraverso la testimonianza del rifugiato politico etiope Dag Yimer documenta le brutalità subite dai tantissimi che dall’Africa cercano di attraversare il Mediterraneo passando attraverso il deserto della Libia e l’isola di Lampedusa. A conferma del fatto che si tratta di un dramma che ancora non vede fine, i realizzatori del film, insieme a Fortress Europe, hanno promosso una petizione rivolta ai Parlamenti Italiano ed Europeo, alla Commissione Europea e all'UNHCR, a un anno di distanza dagli accordo italo-libici, contro le violenze perpetrate ai danni di migliaia di migranti africani nei centri di detenzione e deportazione. In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Tripoli, è più che mai necessario rilanciare la raccolta di firme per chiedere due missioni in Libia, una d'inchiesta e una umanitaria: le adesioni online e su carta finora sono state circa 15mila. Anche l’Ucca si associa all’appello degli autori e della produzione di Come un uomo sulla terra a tutti gli italiani che credono nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una civiltà democratica, invitandoli a firmare entro il 13 settembre sul sito http://comeunuomosullaterra.blogspot.com.
Un altro film da non perdere, in uscita in questi giorni alla Mostra del Cinema di Venezia (nella sezione Orizzonti), è Il colore delle parole di Marco Simon Puccioni (70’, 2009): un documentario su quattro amici, musicisti, mediatori e scrittori africani, tutti in Italia da oltre trent’anni, che si battono per i diritti dei migranti ma anche per far conoscere la loro cultura agli italiani. Dai primi anni settanta quando arrivarono a Roma inviati dalle famiglie o dai governi per studiare in Italia e prepararsi a divenire la classe dirigente dei loro paesi, Teodoro, Steve, Martin e Justin hanno vissuto in Italia amicizia, amore, lotte politiche, decidendo poi di restare, alcuni dopo aver sposato donne italiane. Eppure nessuno di loro ha mai ottenuto la cittadinanza italiana, mentre nel corso del tempo hanno tutti visto cambiare il loro nome: da studenti a vu cumprà, da extracomunitari a immigrati.
Infine, vogliamo segnalare la nascita di A – l’Altro Lampedusainfestival, festival delle migrazioni e del recupero della storia orale che dal 15 al 18 settembre inaugurerà la sua prima edizione con un programma di film e video sul tema “L’incontro con l’Altro”. La manifestazione nasce da un’idea dell’Associazione Askavusa, circolo Arci che si è costituito a Lampedusa all’inizio dell’anno sull’onda della protesta degli abitanti contro il tentativo di trasformare la loro isola in un campo di concentramento. Altri promotori dell’iniziativa sono l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione e la Rete dei Comuni Solidali. Saranno proposti incontri, proiezioni, dibattiti e presentazioni di libri, oltre che un concorso di audiovisivi per il quale sono arrivati ben 90 lavori: per la programmazione dettagliata si può visitare il sito http://www.lampedusainfestival.com .