Presentato a Roma il 5 maggio, nella sala Ilaria Alpi della sede nazionale dell’Arci, la terza edizione del concorso audiovisivo “Obiettivi sul Lavoro”,
promosso dall’ARCI, dal Nidil CGIL e dall’UCCA, per promuovere e valorizzare le opere audiovisive sul tema del lavoro, in particolare quello precario.
Si è svolto un incontro molto interessante, introdotto dal presidente dell’ARCI, Paolo Beni, che ha aperto la manifestazione sottolineando come il lavoro precario sia una grande questione sociale che non può “non vedere l’impegno dell’ARCI, perché anche con gli strumenti della cultura si può informare, sensibilizzare, animare la battaglia per i diritti”.
A questo riguardo, Beni ha infatti ricordato un aspetto di particolare rilievo che caratterizza il concorso, quello della proiezione dei film vincitori in più di 200 iniziative politiche e culturali organizzate dall’ARCI, dal Nidil Cgil, dall’UCCA, nei circoli, nelle sale, nelle sedi sindacali di tutta Italia. E’ raro infatti che una serie di film indipendenti, sostanzialmente autoprodotti da giovani filmmakers, abbia una così ampia diffusione.
Successivamente ha preso la parola la segretaria nazionale del Nidil CGIL, Filomena Di Trizio, che ha sottolineato l’aberrazione costituita dalla categoria dei contratti “a progetto”, una tipologia introdotta dalla legge 30 del 2003 che ha causato una radicale riforma del mercato del lavoro, penalizzando in modo particolare le donne.
Paolo Virzì - che è intervenuto prima della proiezione del suo film - ha raccontato come è nata l’idea del suo film: l’intenzione di far conoscere le condizione di vita della maggioranza dei giovani oggi, il loro lavoro senza diritti. Ha poi raccontato del suo incontro con i sindacalisti che gli hanno raccontato tante storie quasi incredibili che lo hanno ispirato per il film.
Dopo il suo intervento, seguito con molta partecipazione, è iniziata la proiezione del film Tutta la vita davanti, che al termine è stato applaudito fragorosamente, anche perché, con la sua presenza nelle sale cinematografiche, contribuisce ad ampliare la conoscenza della drammaticità del problema tra vasti strati di spettatori.