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Notizie dai circoli UCCA

Redazione

Due bellissimi film sulla questione palestinese disponibili per i circoli Arci e Ucca

This is my land…Hebron e Tomorrow’s land
 
This is my land…Hebron

Regia: Giulia Amati e Stephen Natanson
Produzione: Giulia Amati, Stephen Natanson, Boris Sclauzero
Musica: Pier Nicola Di Mauro
Italia, 2011
Durata: 75’
 
Un film interessante che racconta una storia emblematica e terribile sulle condizione di vita che il popolo palestinese vive.
Hebron è un luogo conteso, è l’unica città dei Territori Occupati ad avere una colonia israeliana nel cuore di una città palestinese. Oltre 600 coloni vivono protetti da 2000 soldati nel centro storico di una città di 160.000 palestinesi.
Nel 1967, dopo la guerra dei sei giorni e la schiacciante vittoria militare di Israele, un gruppo di 30 coloni israeliani decise di trasferirsi nella città per riprendere possesso di questa che consideravano una parte importante della Terra Promessa.
Attualmente ad Hebron si combatte una guerriglia quotidiana fatti di sputi, calci, sassaiole e insulti: bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. Gli abitanti di Hebron e la gente impegnata a cambiare le sorti della città spiegano in questo film, le ragioni della loro lotta.
Il film ha ottenuto tantissimi premi tra cui quello del Festival dei Popoli , come miglior documentario Italiano, per il Nastro D’argento, per il Globo d’Oro.
L’Arci e l’Ucca hanno assegnato il premio come miglior film documentario in occasione della inziativa promossa dalla Doc/it.
Forse il premio più importante, perché prevede la diffusione del film in tanti circoli, in tante iniziative di solidarietà con il popolo palestinese, che i circoli Arci e Ucca organizzano costantemente.
 
 
Tomorrow’s land
How we decided to tear down the invisible wall

 
Regia, Andrea Paco Mariani, Nicola Zambelli
Italia, 2011
Durata, 78'
 
Ameer ha solo 12 anni, ma è già un adulto. Ogni pomeriggio, dopo la scuola, porta al pascolo il gregge di pecore della sua famiglia. Ameer ha un sogno, tramandato di generazione in generazione: vedere la propria terra e il proprio popolo liberati dalle ingiustizie dell’occupazione militare.
 
Questa è la realtà quotidiana di Ameer, che vive nel piccolo villaggio di contadini At-Tuwani, incastrato nelle aride colline a sud-est di Hebron, nella cosiddetta Area C della West Bank.
 
Gli abitanti di At-Tuwani vivono in un contesto molto particolare. Da un certo punto di vista, esso rispecchia in maniera simmetrica le difficoltà che accomunano tutto il popolo palestinese dislocato nella West Bank: lo stato di occupazione militare, la mancanza di tutele giuridiche di cittadinanza, gli insediamenti coloniali israeliani in continua espansione e le tensioni che ne conseguono.
 
Ma, dall’altro lato, esso assume caratteristiche del tutto particolari, rispetto al contesto più generale della Palestina occupata.
 
Anzitutto perché, in Area C si assiste oggi ad un fenomeno che produce un doppio livello di oppressione. Da un lato la violenza legalizzata dell’esercito, e dall’altro la violenza dei coloni, tacitamente autorizzata dallo Stato di Israele. Inoltre a poche centinaia di metri dal villaggio, c'è l’insediamento coloniale di Ma’on, nato nei primi anni ’80, nel cui avamposto sono insediati alcuni dei più pericolosi gruppi terroristici dell’estrema destra israeliana.
 
La presenza e l’azione di questi gruppi risulta essere la fonte di pericolo maggiore per gli abitanti di At-Tuwani e dei villaggi limitrofi. Attacchi ed incursioni nei villaggi, avvelenamento del bestiame e delle falde acquifere, pestaggi ed intimidazioni,sono all’ordine del giorno.Un esempio lampante delle condizioni di vita delle popolazioni, la scorta dell’esercito israeliano ai bambini dei limitrofi villaggi di Tuba e di Maghayir al Abeed, durante il tragitto da e per la scuola, finalizzata a difendere questi ultimi dagli attacchi degli stessi coloni israeliani insediati nell’avamposto.
 
In risposta a tutto questo consolidato sistema di ingiustizie, da dieci anni nell’area delle South Hebron Hills, è nato il Comitato di Resistenza Popolare, diretta espressione della rivolta della classe contadina locale e contemporaneamente destabilizzatore del duopolio politico Hamas-Fatah.
 
Conoscere e comprendere la natura e la forza di questo esperimento politico dal basso significa in altri termini entrare in contatto con le radici profonde dell’odierna società palestinese, intuendone le spinte sociali che possano aprire futuri nuovi scenari politici anche soprattutto in chiave di esaurimento dello stesso conflitto israelo-palestinese. Storie di resistenza quotidiana, storie di speranze, racchiuse negli sguardi di donne e uomini che sognano di poter donare ai propri figli un futuro di libertà e prosperità.
 

I film sono disponibili per i circoli Ucca e Arci.
Possono essere richiesti alla segreteria dell'Ucca (
ucca@arci.it).