Primary Links:

Notizie dai circoli UCCA

Redazione

Ci hanno segnalato...

ELENCO PROPOSTE FILM PER DIFFUSIONE UCCA 
  • A Casa non si Torna
    Storie di Donne che svolgono Lavori Maschili

    Regia: Lara Rongoni, Giangiacomo De Stefano
    Sceneggiatura: Lara Rongoni, Giangiacomo De Stefano 
    Musica: Stefano Casanova
    Produzione: Sonne Film
    Italia, 2012
    Durata:60' 

    Ci sono lavori considerati maschili che le donne svolgono già da tempo. Lavori duri e massacranti che testimoniano la caparbietà e il coraggio di alcune donne che, nel silenzio generale, continuano a superare i limiti imposti da un malinteso senso comune. Le donne protagoniste del documentario A casa non si torna, che l’Ucca vuole segnalare in occasione della Festa della donna, si fanno testimoni delle difficoltà che al giorno d’oggi le lavoratrici sono costrette ad affrontare, ma anche dell’orgoglio che hanno nel condurre il proprio lavoro e la propria esistenza. Un mosaico di esperienze di oggi e di ieri che racconta le difficoltà del vivere quotidiano, in una società disegnata da uomini, ma che al contempo, porta alla luce la volontà di non arrendersi e di vivere la vita felicemente anche attraverso le difficoltà. Le donne che svolgono lavori maschili sono quelle che si sentono spesso apostrofare con «commenti allucinanti» dagli uomini e che, una volta esaurito il proprio turno, vanno all’asilo a prendere i figli perché «questa è una bella vita». Il lungometraggio di Lara Rongoni e Giangiacomo De Stefano vede la partecipazione straordinaria di Franca Rame; il film è stato realizzato con il sostegno di Film Commission Emilia-Romagna, CGIL Emilia-Romagna, Fondazione Argentina Altobelli, CGIL Nazionale, CGIL Imola, SPI Bologna, UDI Bologna.

  • La guerra dei vulcani

    Regia: Francesco Patierno
    Sceneggiatura: Francesco Patierno, Chiara Laudani 
    Montaggio: Renata Salvatore
    Musica: Santi Pulvirenti
    Produzione: Todos Contentos Y Yo Tambien; in collaborazione con Wide House, Cinecittà Luce, Centro Studi Eoliano
    Distribuzione:  CinecittaLuce
    Italia, 2012
    Durata:52' 

    Con:
    Roberto Rossellini, Anna Magnani, Ingrid Bergman

    Nel 1949 Roberto Rossellini è all’apice del successo e condivide la vita artistica e affettiva con Anna Magnani, una vita fatta di continui litigi e piccole scaramucce tra amanti dal carattere forte e difficile. Un amore, il loro, destinato a durare ancora per poco. Una lettera inviata da Ingrid Bergman, dea e diva del momento, alla Minerva - casa di produzione di Rossellini - viene recapitata fortunosamente, a un anno di distanza dalla spedizione, al regista. La Bergman in quella lettera rivela tutta la sua stima per il Maestro. E’ allora che Rossellini, già notissimo tombeur de femme, fa il colpo del secolo: tradisce e abbandona la Magnani e in breve diventa l’amante della diva mondiale più amata degli anni '50. A sancire il loro amore, la collaborazione artistica per il film Stromboli, di cui la Bergman è protagonista assoluta. Anna Magnani è furente e come è nella sua natura non desiste e prepara la vendetta. L'arma con cui cercherà di piegare e umiliare Rossellini, così da ripagarlo con la stessa moneta, le viene forgiata appositamente dal destino e, non a caso, ha la forma di un film, Vulcano, una produzione cinematografica che diventerà una sfida a distanza ravvicinata da combattere sul campo comune delle assolate Eolie del dopoguerra. La guerra dei Vulcani racconta un pezzo di storia del cinema italiano e mondiale, una storia intensa e senza tempo come il luogo in cui si svolge.

  • Non mi avete convinto

    Regia: Filippo Vendemmiati
    Sceneggiatura: Filippo Vendemmiati
    Fotografia: Simone Marchi
    Montaggio: Simone Marchi
    Musica:  Têtes de Bois
    Produzione: Tomato Doc Film, Cinecittà Luce
    Distribuzione:  CinecittaLuce
    Italia, 2012
    Durata:75' 

    Con:
    Pietro Ingrao, Giulia Ingrao, Giacomo Tanghellini, Marta Gilmore

    Pietro Ingrao, 97 anni, si racconta dialogando a distanza con uno studente anni’80, distratto durante lo studio dalla radio che trasmette l’intervento di Ingrao al XVI congresso del PCI (marzo 1983). Una lunga intervista realizzata da gennaio a giugno 2012: non la biografia storica di Pietro Ingrao, ma il suo racconto in prima persona, sulla politica come passione “come strumento per cambiare un mondo che non mi piaceva”. Ingrao racconta la sua avventura nel ‘900 (e nel duemila) attraverso immagini di una grande Storia, e di tante storie diverse; attraverso la sua voce di oggi e quella di discorsi registrati nel ’68, nell’83, nel 2002…, e soprattutto attraverso un sentimento che sembra rimanere intatto, e integro.

  • L’ultimo pastore

    Regia: Marco Bonfanti
    Sceneggiatura:  Marco Bonfanti
    Fotografia:  Michele D’Attanasio
    Montaggio:  Valentina Andreoli
    Musica:  Danilo Caposeno
    Produzione:  Zagora, Gagarin
    Distribuzione:  CinecittaLuce
    Italia, 2012
    Durata:76'

    Attori:
    Renato Zucchelli, Piero Lombardi, Lucia Zucchelli, Patrizia Frisoli, Hedy Krissane, Barbara Sorrentini (voce)

    Renato Zucchelli è l’ultimo pastore rimasto in una metropoli.
    E ha un sogno: portare il suo gregge nel centro inaccessibile della città per incontrare i bambini che non lo hanno mai visto, mostrando loro che la libertà e i sogni saranno sempre possibili finché ci sarà spazio per credere in un ultimo pastore…che conquistò la città con il suo gregge e con la sola forza della sua fantasia.

  • Rom, Uomo

    Regia: Guido Farinella
    Sceneggiatura: Guido Farinella
    Fotografia: Corrado Serri, Nicolas Franik
    Montaggio: Guido Farinella
    Musica: Louis Siciliano, Stage Orchestra, Daniela Romaker, Vagabondu,
    Miguel Haller, Marian Honciu
    Produzione:  Video Eikon di Giovanni Bruno
    Distribuzione:  Video Eikon
    Italia, 2012
    Durata:54'

    Attori:
    Marian e Antonio Honciu, Silvan e Gorge Guta, Isak, Virgil e Ivanta Tanasache, Moni Ovadia, Louis Siciliano, Paolo Rocca, Albert Mihai, Ion Stanescu, Marian Scerban, Miguel Haller, Antun Blazevic.
     
    Un viaggio nel mondo dei musicisti rom, tra l’Italia e il sud della Francia.
    Un uomo e un bambino di dodici anni suonano all’interno di un container, in un campo ai confini della capitale. Sono Marian e Antonio originari di Bucarest, un padre e un figlio che comunicano con i loro strumenti: una chitarra acustica ben amplificata e una fisarmonica rossa. Il padre tramanda al figlio una passione, il legame con una cultura che si sta perdendo, tra immondizia, topi, canali televisivi e l’estrema necessità d’imitare la realtà fuori dal campo.
    La sera Marian si riunisce con familiari e amici davanti al fuoco, suonano e si riscaldano con le stesse fiamme, che in alcuni tragici momenti, hanno inghiottito i bambini della comunità.
    Sulle note del violino di Zimceanu, un sacerdote della musica rom, scongiurano questi eventi luttuosi, accaduti nell’indifferenza generale. Eventi che rimangono nella memoria, come la storia di un giovane rom di origine belga, una figura leggendaria, che scampò miracolosamente all’incendio del suo caravan. Nonostante le ustioni e le gravi menomazioni alla gamba e alla mano, continuò a suonare, non più il benjo, ma la chitarra che era più leggera. Sviluppò una tecnica talmente originale da farlo diventare uno dei più grandi jazzisti di tutti i tempi. Si chiamava Django Reinhardt.
    Così raccontano due jazzisti rom, Silvan e George, padre e figlio, che continuano la tradizione del loro maestro Django, esibendosi con un gruppo di jazz manouche, sulla piazza di Saintes Maries de la Mer, nel sud della Francia. Qui, ogni anno, i rom di tutta Europa partecipano al rito della loro patrona, Santa Sara, tra musica, balli e la ricerca di un’identità.
    Così fanno Isak, Virgil e Ivanta, una famiglia di musicisti rom fuggiti dalla miseria del regime rumeno. Il padre Virgil era il direttore dell’orchestra popolare, la madre Ivanta erede di una stirpe di grandi cantanti della tradizione rom. Sono approdati in Italia per sopravvivere alla miseria e con la stessa dignità si sono esibiti per strada e in alcuni grandi teatri. Per loro è stato prezioso l’incontro con un professionista italiano, di grande sensibilità, non solo musicale, Paolo Rocca, che li ha accolti nella Stage Orchestra di Moni Ovadia. L’artista ebreo di origine bulgara, accompagnato nel suo spettacolo dalle struggenti e frizzanti sonorità rom, fa conoscere una tradizione musicale e una storia disseminata di viaggi e discriminazione, fino al porrajmos, lo sterminio del popolo rom. I nazisti uccisero cinquecentomila rom, migliaia di bambini finirono, insieme a quelli ebrei, nelle camere del dottor Mengele, dove venivano impiegati come cavie umane, prima di finire nei forni. I musicisti rom, sotto il fumo dei grandi camini, continuarono a suonare le loro melodie piene di sentimento e di rinascita.
    La stessa musica continuano a suonare ai margini delle città, nelle piazze e a volte nei grandi teatri.
    Un racconto di discriminazione e di accoglienza.

  • S.B. Io lo conoscevo bene

    Regia: Giacomo Durzi e Giovanni Fasanella
    Sceneggiatura: Giacomo Durzi e Giovanni Fasanella
    Fotografia: Beppe Gallo
    Montaggio: Tommaso Valente e Francesco De Matteis
    Musica: Valerio Vigliar
    Produzione:  Marianna De Liso, Simone Gattoni, Enrica Gonella, Kinesis Film
    Distribuzione:  Intramovies
    Italia, 2012
    Durata:74' 

    Silvio Berlusconi, da intrattenitore di navi da crociera a imprenditore di successo, e poi Primo Ministro d'Italia. Improvvisamente, quando sembrava essere a un solo passo dal raggiungere l'ufficio di Stato più alto e più ricercato, il Quirinale, la sua ascesa si interrompe bruscamente.
    “S.B. Io lo conoscevo bene” è un documentario che esplora i segreti, le luci e le tante ombre oscure nella storia personale di Berlusconi. Il ritratto intimo di un uomo che ha lasciato il segno nella storia italiana, e non solo nella politica.
    La narrazione, che segue le interviste, è arricchita da materiale d'archivio che restituisce il contesto storico delle scelte personali, delle azioni e delle diverse facce di un uomo che ha diviso un Paese in due, con lui o contro di lui, generando entusiasmo e la possibilità di un sogno da inseguire e a tempo stesso ha suscitato critiche e accuse violentissime sul suo operato e sul suo passato.
    Vittorio Dotti, avvocato personale e amico di Berlusconi, Paolo Pillitteri, giornalista, ex sindaco di Milano, molto vicino a Bettino Craxi, così come Giuliano Ferrara e Paolo Guzzanti, entrambi diventati, dopo gli anni del socialismo e del comunismo, sostenitori di Berlusconi. Questi sono solo alcuni dei personaggi intervistati e che lo hanno conosciuto da vicino.
    Attraverso le loro voci è stata delineata l'ascesa e la caduta di una tra le figure più controverse della storia politica italiana.

  • ANTONIO GRAMSCI. I GIORNI DEL CARCERE

    Regia: LINO DEL FRA
    Sceneggiatura: Lino Del Fra, Cecilia Mangini, Pier Giovanni Anchisi
    Fotografia: Gabor Pogany
    Montaggio: Silvano Agosti
    Musica: Egisto Macchi
    Produzione: Nuovi Schermi C
    Distribuzione Cinecitta Luce
    Italia, 1977
    Durata:122'
    B/N

    Premio Pardo d’Oro al Festival di Locarno 1977

    Attori:
    Riccardo Cucciolla, Paolo Bonacelli, Lea Massari, Mimsy Farmer, Jacques Herlin, Luigi Pistilli, John Steiner, Pier Paolo Capponi, Biagio Pelligra, Franco Graziosi

    Leader carismatico del Partito Comunista Italiano, eletto deputato nel 1924, con l’inasprimentio delle leggi fasciste liberticide Antonio Gramsci viene dichiarato decaduto dal mandato di parlamentare, e condannato dal Tribunale Speciale dello Stato a 20 anni di reclusione nel carcere di Turi. Il film ricostruisce l’intenso dibatitto con i compagni di carcere, destinato a trasformarsi in scontro ideologico per le sue critiche alla politica di Stalin e del Comitato Centrale del PCI, allora in esilio a Parigi.
    Il pensiero di Gramsci diventa la cartina di tornasole per capire il duro confronto tra le varie anime del movimento operaio, lacerato tra l’ortodossia acritica e la militanza attiva –un confronto destinato a ripetersi lungo la storia della sinistra italiana.
    Per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, Gramsci viene trasferito in clinica prima a Formia e poi a Roma, dove muore il 27 aprile 1937.

    «Non ho mai voluto mutare le mie opinioni per le quali sono disposto a dare anche la vita».
    (Dalla lettera alla madre del 10 maggio 1928)

  • L'universo paziente è il titolo di un progetto complesso, realistico e poetico sulla condizione umana del popolo palestinese attraverso i luoghi della West Bank, Striscia di Gaza, Gerusalemme Est e di Israele ideato e realizzato da Maurizio Fantoni Mannella. Il progetto comprende quattro dvd, che contengono inoltre, come contenuti extra, una lunga intervista in due parti al regista palestinese d'Israele Mohammed Bakri e all'attivista per i diritti umani a Gaza City Vittorio Arrigoni, poco prima della sua morte. Gaza a cielo aperto racconta la vita quotidiana dei netturbini coi carretti, che dalle quattro del mattino cominciano la raccolta e il trasporto dei rifiuti nelle discariche di Gaza City fino al tardo pomeriggio, mostrando la città che vive, la sua gente, i bambini, gli studenti, i pescatori. Un problema drammatico, quello dello smaltimento della spazzatura in una città sovrappopolata e isolata dal mondo esterno.
    In Tonight on Jenin si racconta della ‘nuova vita’, dopo trent'anni di oblio e di degrado, del cinema di Jenin, in Cisgiordania, e della proposta di renderlo un punto di riferimento culturale per l'intera città che mostra, ancora oggi, i segni di un trauma incancellabile, quello della battaglia contro l'esercito israeliano che nel 2002 la invase.
    Ad est di Gerusalemme, diviso in tre capitoli e un prologo, mescola il racconto di lotta per difendere il diritto alla casa con la descrizione della realtà quotidiana che si svolge alla Porta di Damasco, simbolo vivente della Gerusalemme araba. Infine Il lato d'ombra, storie di palestinesi d'Israele, è una sorta di viaggio tra i palestinesi d'Israele, ossia tra coloro che dal 1948 in avanti hanno scelto di restare nella propria terra d'origine, diventata Israele. Da Jaffa, antichissimo porto del Mediterraneo, abitato dagli arabi, attraverso le città di Ramlan e di Lod, fino a Nazareth, Cana e ai villaggi palestinesi sulla costa, il film raccoglie numerose testimonianze di palestinesi che vivono la profonda lacerazione della doppia identità, mostrando i luoghi nei quali l'identità arabo palestinese è ancora viva (Jaffa) o in altri in cui essa è ridotta a un cumulo di rovine. Un’opera di impegno culturale e politico dedicata al popolo palestinese che ha la pazienza tra le sue più grandi virtù.
    I circoli interessti possono richiedere i film a: minfo@libero.it
    www.quadrilogiapalestinese.org
  • A new day has com  (2010) 54' regia Emiliano Sacchetti
    Un documentario che pone al centro della narrazione le vicende umane di sradicamento e quotidiana lotta per la sopravvivenza del popolo Palestinese. Un racconto corale che parte dall’Iraq e dalla Siria per arrivare Italia e in Svezia, seguendo le vicende di alcune famiglie alla ricerca di una nuova vita.
    (Miglior Film e Premio Giuria dei Giovani -III Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli-  Miglior Regista Emergente -IX Festival Al-Ard del Cinema Documentario Palestinese e Arabo. Selezione Ufficiale: -7th Al Jazeera International Documentary Film Festival - XIII Festival Internacional de Cine de Derechos Humanos de Buenos Aires).
     
  • 107 secondi- Operai del Sud - ’60 - (2010), regia Bruno Federico – Prod.: La Danza inmovil- Suttvuess
    Il viaggio dei tre operai di Melfi, licenziati dalla Fiat per aver scioperato contro l’aumento dei ritmi già insostenibili. Giovanni, Antonio e Marco visiteranno gli stabilimenti del gruppo FIAT di Foggia, Cassino e Pomigliano e si renderanno conto che la propria condizione è condivisa da migliaia di lavoratori e lavoratrici. 
  • Monaco, Italia. Storie di arrivi in Germania, (2010) regia di Alessandro Melazzini – Prod. : Alpenway Production Gmbh - Monaco di Baviera
    600.000 italiani vivono in Germania. Ognuno di loro ha la sua storia, ma in Italia non la conosce nessuno. Nella Repubblica Federale invece questi cittadini acquisiti vengono considerati tra i più integrati.
    www.monacoitalia.com 
     

  • Ombre di luce – 70’ – (2010), regia Massimo D’Orzi – Prod.:Il Gigante in collaborazione con la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Roma La Sapienza e il Centro Digilab
    Un corso di scrittura creativa all’Università Sapienza di Roma sul perché muore il desiderio di conoscenza. 
  • La teoria della lumaca – Conversazioni con Erri De Luca – 36' – (2010)
    I movimenti giovanili in Italia dal '68,passando dalla contestazione degli anni '70 e le lotte di piazza,sino ai movimenti e le contestazioni dei nostri giorni. Attraverso l'esperienza diretta di Erri De Luca, uno sguardo appassionato sui mutamenti della nostra società e sulle istanze di democrazia e libertà che muovono intere generazioni.
  • Schiaffo alla mafia - 60'- (2009- due anni di riprese x 556'), regia Stefania Casini – Prod.: Bizef Produzione srl, con il contributo della Film Commission Sicilia.
    Il film documentario segue per due anni l'avventura della cooperativa Pio La Torre -Libera terra che con impegno e dedizione di tutti i volontari –uomini e donne - sfidano la mafia ogni giorno, coltivando le terre confiscate ai boss mafiosi. 
  • Case abbandonate1h e 30' - ( 2010), regia Alessandro Scillitani e Mirella Gazzotti
    Prodotto da Biennale del Paesaggio- provincia di Reggio Emilia.
    Le case abbandonate sono tante, nascoste. Il film documentario vuole cogliere l'essenza e le caratteristiche dei luoghi,dei paesaggi anche attraverso le testimonianze di scrittori, registi, poeti, storici che raccontano le loro case, le loro memorie di case abitate e abbandonate. Un film per non trascurare il valore della memoria.

  • Alisya nel paese delle meraviglie – 38' - (2009) regia di Simone Amendola- Prod.: Parsec Cooperativa sociale / Filmalbatros.
    Vincitore dei premi: Ilaria Alpi; CineMadeInLazio; Festival Resistente.
    A Cinquina recente periferia di Roma, vive una comunità del tutto simile alle banlieues parigine. Le storie e gli sguardi dei ragazzi del quartiere ci parlano del paese in cui vivono. 
  • La lunga marcia dei 54, regia Alberto Gambato sull'eccidio nazifascista di Villamazzana (in provincia di Rovigo) del 15 ottobre 1944 . 
  • A distanza di un anno c'è stato riproposto il film Non aver paura! Donne che non si sono arrese regia Cristina Monti, storie di donne partigiane in Piemonte. 
  • OIL – 89’ (2009) regia di Massimiliano Mazzotta
    "La forza devastante del petrolio - La dignità del popolo sardo"
    Lingua: italiano/sardo/inglese
    Vincitore dei premi:
    1°premio miglior documentario italiano 12°edizione di CINEMAMBIENTE 2009 Torino
    1°premio miglior documentario 2°edizione ECOLOGICO FILM FESTIVAL 2009 Nardò (Salento)
    1°premio miglior documentario 4°edizione NODO DOC FESTIVAL 2010 Trieste
    1°premio silver flower 4°edizione FLOWER FILM FESTIVAL Assisi 2010

  • Le dame e il Cavaliere (2010)
    Un gruppo di cineasti indipendenti e giornalisti ha realizzato – nel quadro di una serie di film-inchiesta - “Le dame e il Cavaliere”. Il film-documentario racconta e indaga l’intreccio di vicende private e politiche del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a partire dalla famosa festa di Casoria. Il film è il risultato del lavoro di quasi un anno di raccolta di notizie, di retroscena e di immagini, di interviste esclusive in tutta Italia con i protagonisti, le protagoniste, i testimoni di una storia di cui l’intero mondo ha parlato.