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Notizie dai circoli UCCA

Redazione

Catalogo OBIETTIVI SUL LAVORO

catalogo
OBIETTIVI SUL LAVORO
 
gratuitamente un patrimonio prezioso
a disposizione per la diffusione
 
L’Ucca intende mettere a disposizione dei propri circoli, dei circoli Arci, delle sedi sindacali del NIdiL Cgil, uno strumento di lavoro culturale utile per quanti sono interessati a promuovere e organizzare proiezioni, rassegne audiovisive e tutte le iniziative politico-culturali che possano contribuire a informare e creare consapevolezza sulle questioni inerenti il lavoro, il lavoro precario, lo sfruttamento sul lavoro, il lavoro e le condizioni di vita, la mancanza di lavoro,ecc.
Tema oggi centrale nel nostro paese: mai stato così alto il tasso di disoccupazione giovanile, e doppio quello che riguarda la disoccupazione tra le donne. La questione dei diritti e della dignità che va dagli operai della Fiat agli immigrati è al centro di un duro scontro con chi vorrebbe ridurre gli operai a schiavi silenziosi.
Questo primo catalogo comprende un elenco di venti titoli di film (documentari e fiction) individuati tra quelli pervenuti alla segreteria del concorso audiovisivo “OBIETTIVI SUL LAVORO”, in occasione dell’ultima edizione che si è conclusa nel novembre 2010. Tra essi, naturalmente oltre ai film premiati, ci sono anche altre opere molto interessanti, per alcune delle quali non è stata possibile l’ammissione alla selezione a causa di una lunghezza superiore ai 60’ richiesti dal regolamento del concorso, mentre altri apparivano fuori tema in quanto centravano il racconto sulla storia del lavoro e dei lavoratori.
Nel catalogo sono stati ovviamente compresi i film premiati “Cargo” (regia di Vincenzo Mineo), Stato privato (regia di Luigi Marmo) e “Corde” (regia di Marcello Sannino), che ha avuto una menzione speciale
L’elenco dei film – che sono tutti disponibili per la diffusione gratuita - è suddiviso in sezioni tematiche in base all’argomento o agli argomenti prevalenti. Un film potrà apparire pertanto in una sola o in più sezioni tematiche.
Con la suddivisione in sezioni tematiche – che inevitabilmente presenta caratteri di discrezionalità - si è voluto soprattutto offrire un’indicazione sulla relazione tra i film e temi, problemi, argomenti, questioni che sono al centro degli interessi della collettività.
Naturalmente a questa prima proposta potrà seguire l’inserimento di altri titoli.
 
 
I FILM PREMIATI
 
Cargo (48’)
Regia : Vincenzo Mineo
La vita a bordo della nave petroliera “Indigo Point” nei mari del Nord, nella tratta Rotterdam San Pietroburgo. Il lavoro, la solitudine, il tempo libero e i momenti di aggregazione. I sogni e i desideri dell’eterogeneo equipaggio. La lotta quotidiana per rimanere uomini e non trasformarsi in “macchine” tra le macchine.
Premio al miglior film documentario
 
Regia: Luigi Marmo
Interpreti: Emiliano di Silvestro e Paolo Marmo
Italia 2009. Un giovane viene licenziato. Come ogni giorno,come tanti.
E’ lo stato comune delle cose che colpisce i figli di questa nuova generazione, ma che è difficile da accettare soprattutto per i padri, che hanno saputo e dovuto soffrire e lottare perché questo paese fosse e restasse per le generazioni future una repubblica democratica fondata sul lavoro.
Ma il film pone un quesito: noi, di questa nuova generazione, cosa consegneremo alla prossima generazione, uno …Stato Privato ?
Premio al miglior film fiction
 
Corde (57’ )
Regia: Marcello Sannino
Ciro è un giovane pugile di Napoli, dell’antico quartiere Ventraglieri del centro storico della città. La sua storia è quella di un mite che pratica uno sport di sfida cruenta e che, nella parte di un mondo nella quale vive, aggredisce le difficoltà della sua vita, con tenerezza e silenziosa tenacia, da campione leale.
Menzione speciale della giuria
 
Questi film sono disponibili su un unico Dvd.
 
 
LAVORO E IMMIGRAZIONE – CONDIZIONI DI VITA
 
Adina e Dimitra (5' )
Regia : Dario Leone
Divertente duello verbale tra due badanti con rispettivi anziani affidati alle loro cure. Nel cortometraggio di finzione, in cinque minuti emergono l'emarginazione e la solitudine di un mestiere e di una condizione.
 
Campania burning( 60')
Regia: Andrea D'Ambrosio e Maurizio Cartolano
Da anni in Campania si parla del ghetto di San Nicola Varco,un ex mercato ortofrutticolo mai collaudato in cui sono ammassati centinai di immigrati senza tutela e senza diritti. Il film racconta un mondo sommerso,quello dei caporali, di giovani immigrati fantasmi che lavorano 10 ore al giorno, alla mercè di gente senza scrupoli, dietro cui si nascondono interessi loschi e oscuri. Ma racconta anche l’altra faccia, quella della solidarietà sociale, con la figura di Anselmo, sindacalista dal volto pasoliniano, che tutti i giorni lavora per aiutare questi disperati venuti da paesi lontani e mostrare amaramente che in fondo sono passati cinquant'anni, ma in quel territorio nulla è cambiato, se non le facce e il colore della pelle, ma lo sfruttamento è sempre lo stesso.
 
Lettera a Natasha ( 8’20’’)
Regia : Gabriele Borghi
Un signora ucraina, laureata,lavora in Italia come badante. Scrive alla figlia una lettera piena di nostalgia e dolore per non poterla vedere crescere. Le condizioni di lavoro degradanti la porteranno a ingrossare le fila delle donne affette da quella malattia mentale che si chiama “ sindrome d’Italia”.
 
Non solo Fiat ( 56’)
Regia : Renzo Badolisani
Storia dell’emigrazione dalla Calabria a Torino negli anni sessanta. I dialoghi e gli incontri del regista con gli operai impegnati in quegli anni nell’edilizia e alla Fiat, che raccontano delle loro condizioni di vita e di lavoro.
La testimonianza dell’allora sindaco Diego Novelli sulle condizioni di vita degli immigrati.
 
Via Anelli, la chiusura del ghetto  (68')
Regia: Marco Segato
Il Complesso Serenissima in via Anelli a Padova,costruito alla fine degli anni settanta, è formato da sei palazzine: 287 miniappartamenti di 28 mq ciascuno. Negli anni novanta gli inquilini italiani se ne sono andati lasciando il posto ai molti immigrati arrivati in città in cerca di lavoro. Tra marzo 2005 e luglio 2007 l'amministrazione comunale sgombera e chiude le sei palazzine diventate in pochi anni un vero e proprio ghetto, simbolo della criminalità straniera nel nordest.
Il lavoro degli operatori, impegnati nella chiusura delle sei palazzine, si mescola alle voci degli immigrati che vi abitano e che raccontano la quotidianità di un luogo tra i più immaginati ma meno conosciuti del territorio.
 
 
LAVORO PRECARIO – MANCANZA DI LAVORO
 
Cattedrali di sabbia (60’)
Regia: Paolo Carboni
Un viaggio attraverso la Sardegna che ha creduto al miraggio dell’industrializzazione svendendo la propria cultura contadina e pastorale. Il fallimento industriale ha portato le persone a dover affrontare un faticoso e doloroso viaggio di ritorno verso la propria cultura e le attività tradizionali.
 
Il combattente(15’)
Regia: Luigi Tullio e Daniela Mazzacane
Un breve film di finzione sulle difficoltà di trovare lavoro e, in generale, di vivere in Italia.
 
Disoccupato in affitto ( 75’)
Regia: Luca Merloni
Protagonista: Pietro Mereu
Il viaggio di un disoccupato che per trovare lavoro gira per nove città d'Italia con un cartello addosso con la scritta “ disoccupato in affitto”, una vecchia forma di comunicazione ( e di protesta).
Un uomo- sandwich che suscita tra la gente sorrisi ma anche amare riflessioni sull'attuale situazione del nostro Paese.
 
La fabbrica incerta. Vite operaie alla Fiat di Pomigliano d’Arco( 52’)
Regia: Luca Rossomando
La Fiat di Pomigliano d'Arco: cinquemila addetti in cassa integrazione da due anni.
Il film documentario racconta la vita quotidiana dentro e fuori lo stabilimento attraverso la voce di un operaia e di alcuni operai: il senso del lavoro, le aspettative e le delusioni, l'orgoglio e i sacrifici. Quello che non appare nelle riprese – l'interno della fabbrica, gli incubi e i sogni dei lavoratori- lo mettono in scena i disegni di Cyop&Kaf, che si alternano alle interviste descrivendo emblematicamente la giornata di un operaio come tutti gli altri.
 
Io sono qui(20’)
Regia : Mario Piredda
La mancanza del lavoro spinge molti giovani sardi all’emigrazione, anche in occupazioni come l’arruolamento nei reparti militari italiani che agiscono in territori stranieri, da cui però si può tornare con la conseguenza drammatica della sindrome da uranio impoverito.
 
Non c’è più una majorette a Villalba (45’)
Regia : Giuliano Ricci
Villalba è un piccolo paese al centro della Sicilia - una volta regno di Calogero Vizzini, capo della vecchia mafia del feudo - che trasformandosi si è trasferito sulla costa.
Di conseguenza il paese rischia di scomparire a causa della migrazione verso la lontana città ligure di Albenga, che ospita una numerosa comunità villalbese. Attraverso le parole degli abitanti rimasti, la storia del paese e la situazione attuale.
 
Precarietà(40')
Regia: Alessandra Merolla
Produzione:in proprio
Un intreccio di riflessioni sulla precarietà lavorativa attraverso linguaggi differenti: le voci delle persone – soprattutto donne- che vivono ormai da anni la precarietà come unica condizione possibile, e che è raccontata come comune denominatore di vite differenti per età, carattere, estrazione sociale, culturale, etnica, le quali però condividono una condizione d'esistenza.
 
Il vincitore (19’50’’)
Regia: Davide Labanti
In un futuro dove non esiste più il lavoro, una giovane coppia di precari, Marco e Giulia, sta per avere un figlio; unica speranza di sopravvivenza : vincere al famoso concorso “ Gratta e lavora”.
 
 
 STORIA DEL LAVORO E DELLA LOTTA PER IL LAVORO
 
Non solo Fiat ( 56’)
Regia : Renzo Badolisani
Storia dell’emigrazione dalla Calabria a Torino negli anni sessanta. I dialoghi e gli incontri del regista con gli operai impegnati in quegli anni nell’edilizia e alla Fiat, che raccontano delle loro condizioni di vita e di lavoro.
La testimonianza dell’allora sindaco Diego Novelli sulle condizioni di vita degli immigrati.
 
Il richiamo di Klondike (58’)
Regia: Paola Rosà e Antonio Senter
Prodotto con il contributo del Museo Storico del Trentino
Un aspetto della storia dell’emigrazione sulle tracce dei cercatori d’oro di fine ottocento .
L’avventurosa storia dei  fratelli Boldrini che, dal ravennate alla ricerca del lavoro , arrivarono fino al Klondike, nel territorio dello Yukon, nel Canada nord occidentale, appena al di là del confine orientale dell’Alaska.
 
Rinaldo Rigola. L’onorevole operaio(54’)
Regia: Manuela Cecconello e Maurizio Pellegrini
Prodotto con il contributo della C. del L. di Biella.
Rinaldo Rigola (Biella 1868- Milano 1954) è un grande protagonista della storia del sindacalismo italiano: primo deputato operaio eletto nel '900 nel collegio di Biella, nel 1901 fu tra i fondatori della Camera del lavoro per poi diventare segretario nazionale della Confederazione Generale del Lavoro dalla sua fondazione, nel 1906, fino al 1918.
Il racconto della sua vita si intreccia con quello della trasformazione - tra Ottocento e Novecento - di Biella e del Biellese in moderno distretto industriale.
 
SLOI – La fabbrica degli invisibili(52')
Regia:Katia Bernardi e Luca Bergamaschi
Prodotto in collaborazione con la provincia Autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino, Consiglio Regionale del Trentino AltoAdige.
SLOI, Società Lavorazioni Organiche e Inorganiche, nasce come fabbrica di guerra nel 1940: produceva piombo tetraetile, il liquido da miscelare come antidetonante alla benzina, una sostanza altamente nociva e tossica.
Sloi, con le sue migliaia di intossicati e le decine di morti, è stata il simbolo di un sistema economico che, ancora oggi, in tutto il mondo, baratta la vita con il denaro.
Attraverso le testimonianze dirette di ex operai e di alcuni familiari delle vittime, sono ripercorse le tappe della storia dello stabilimento di Trento, dalla sua nascita negli anni del fascismo, fino alla drammatica chiusura avvenuta nel 1978 in seguito a un incendio che avrebbe potuto contaminare l'intera città.
 
Uropa( 6’20’’)
Regia: Claudio Gianvincenzi e Fulvio Venanzini
Tra la fine degli anni 50’ e l’inizio degli anni ’60, nelle campagne di Montefiascone,nell’alto Lazio, alcuni braccianti ricevono stupiti la notizia dell’ingresso dell’Italia in Europa.
 
Vetro Piano ( 38’)
Regia: Alberto Cravero e Fabio Mancari
Prodotto con il contributo della FILT CEM ( Cgil)
La storia della lotta degli operai della Sekorit Saint Gobain di Savigliano , in provincia di Cuneo, per difendere il posto di lavoro, la loro dignità, il loro futuro.
 
Working class heroes – I fatti hanno la testa dura ( 57’)
Regia : Diego Scarponi e Lorenzo Martellucci
Prodotto con il contributo del C.del L. di Savona e l’Università di Genova
Il resoconto della lotta per la salvezza della Piaggio aeronautica di Finale Ligure alla fine degli anni novanta,attraverso le testimonianze filmate che raccontano il tentativo fallito di delocalizzazione.
 
 
 LE DONNE E IL LAVORO
 
Adina e Dimitra (5' )
Regia : Dario Leone
Divertente duello verbale tra due badanti con rispettivi anziani affidati alle loro cure. Nel cortometraggio di finzione, si evidenziano l'emarginazione e la solitudine di un mestiere e di una condizione umana.
 
Lettera a Natasha ( 8’20’’)
Regia : Gabriele Borghi
Un signora ucraina, laureata, lavora in Italia come badante. Scrive alla figlia una lettera piena di nostalgia e dolore per l’impossibilità di vederla crescere. Le condizioni di lavoro degradanti la porteranno a ingrossare le fila delle donne affette da quella malattia mentale che si chiama “sindrome d’Italia”.
 
Precarietà(40')
Regia: Alessandra Merolla
Produzione in proprio
Un intreccio di riflessioni sulla precarietà lavorativa attraverso linguaggi differenti: le voci delle persone – soprattutto donne - che vivono ormai da anni la precarietà come unica condizione possibile, raccontata come comune denominatore di vite differenti per età, carattere, estrazione sociale, culturale, etnica, ma che condividono una condizione d'esistenza.
 
Le stanze delle donne(27’)
Regia : Silvia Savorelli
La storia di quattro donne che ( come tante ) si sono dovute costruire il laboratorio, l’ufficio, lo studio all’interno della loro abitazione domestica. Sono le nuove lavoratrici autonome,flessibili.
Le immagini d’archivio di altre donne, che negli anni Sessanta conquistavano l’autonomia e la libertà attraverso il lavoro negli uffici, nelle fabbriche, fanno da contrappunto a questo racconto corale su un diverso e poco noto mondo del lavoro.
 
La svolta – Donne contro l’Ilva(60’)
Regia : Valentina D’Amico
Da un lato, la più grande acciaieria d’Europa che, con l’aumento annuale dei profitti, vanta il primato nazionale di morti sul lavoro e di inquinamento ambientale.
D’altro lato, donne combattive (lavoratrici, mogli, madri) che vogliono spezzare il bastone Dell’arroganza, dell’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri figli e mariti.
Donne che si ribellano contro quella che a Taranto era stata sempre considerata una salvezza, oggi il peggiore dei mali: l’Ilva.