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Redazione

Aharon Shabtai a Catania, lunedì 12 maggio

ARCI Catania e SOUTH MEDIA
presentano
Incontro con Aharon Shabtai


Lunedì 12 maggio 2008
, alle ore 18,30, a Catania, presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Aula di via Santa Maddalena 38/40, si terrà un incontro con uno dei maggiori poeti contemporanei di lingua ebraica, Aharon Shabtai.

Intellettuale colto, irregolare, scandaloso, oppositore delle politiche israeliane nei territori palestinesi, Shabtai sarà in Sicilia ospite dell'ARCI e dell'officina culturale South Media, in occasione dell’uscita in Italia del suo primo libro italiano, “Politica”, tradotto dall'ebraico da Davide Mano con testi dello stesso Mano, di Egi Volterrani e Alfredo Tradardi e pubblicato dalla Multimedia Edizioni / Casa della poesia.

Molte sue poesie politiche sono state pubblicate nel supplemento letterario settimanale del quotidiano israeliano Ha’aretz e hanno provocato lettere di sdegno all’editore e minacce di cancellare abbonamenti.

La responsabilità principale di un poeta, secondo Shabtai, è — almeno a livello letterario — freschezza, attenzione e sorpresa. E quando le cose precipitano, lo scrittore responsabile non può non applicare questi valori al meno piacevole e forse il più scivoloso dei soggetti letterari — la politica e gli affari pubblici.

“Nei tempi oscuri è possibile ancora cantare?” si domandava Bertolt Brecht. “Sì,” si rispondeva “bisognerà cantare dei tempi oscuri”.

Il suo libro "J'Accuse", ha vinto il premio del PEN American Center. Rifacendosi alla famosa lettera in cui Emile Zola denunciava l’antisemitismo del governo francese durante l’affare Dreyfus, Shabtai accusa il suo paese di crimini contro l’umanità rifiutando di abbandonare la sua fede nei valori morali della società israeliana e di tacere di fronte agli atti di barbarie e di brutalità.

La raccolta di Aharon Shabtai, "Politica" (la prima in Italia) è stata pubblicata dalla Multimedia Edizioni / Casa della poesia, il 1º maggio 2008, in collaborazione con ISM-Italia (International Solidarity Movement) e raccoglie poesie scelte che abbracciano un arco di tempo che va dal 1997 fino al 2008.
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In tempi bui, quando uno stato costringe il suo popolo alla sottomissione, può essere il momento del poeta che non sarà messo a tacere. Le poesie coraggiose di Shabtai perforano la torbida oscurità israeliana come un raggio laser. Scrive in ebraico, ma parla a nome degli oppressi di tutto il mondo.

(Tariq Ali)

Non c'è nessuno come Shabtai, un erudito classicista, che scrive poesie piene di franchezza voltaica e rabbia politica. Questi versi di un patriota tradito dal suo stesso governo sono al tempo stesso attuali e senza tempo. Scritti per i giornali, essi saranno ricordati anche quando i loro referenti saranno da tempo dimenticati. Ma noi siamo abbandonati al presente, e questo è l'unico libro di poesia che dovrebbe essere letto ora.
(Eliot Weinberg)

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