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Redazione

232 film che raccontano la Resistenza: l’elenco messo a punto dall’Ucca per la rete associativa

Per la ricorrenza del 25 aprile, anniversario della Liberazione, l’Ucca ha distribuito al Congresso nazionale dell’Arci un elenco cronologico di 232 titoli di film sulla Resistenza, realizzati dal 1945 a oggi.
In questo modo, l’Ucca ha voluto offrire indicazioni alle strutture che propongono film su questo tema nei circuiti alternativi e soprattutto nelle scuole, per dare fondamenti di conoscenza all’identità nazionale, all’esistenza di radici profonde, a una memoria non demagogicamente condivisa. Bisogna però osservare che non risulta l’esistenza di una filmografia completa della Resistenza italiana, concepita come uno strumento consultabile da tutti, continuamente aggiornato, con indicazioni anche utili relative alle fonti dove sia possibile rintracciarli. Gli elenchi esistenti, oggi soprattutto su molti siti della rete, sono in genere parziali, a volte anche con titoli difficilmente riconducibili a una Resistenza pur concepita in modo estensivo.
C’è anche da rilevare che una filmografia completa della Resistenza non sarebbe nemmeno sterminata. Nei primi anni del dopoguerra infatti furono poche decine di film, tra cui alcuni capolavori come Roma città aperta e Paisà, nati proprio dal fortunato incontro della lotta di liberazione con l’altra straordinaria rivoluzione culturale che fu il neorealismo, e che richiamò l’attenzione del mondo proprio sulla rinascita culturale, etica e politica dell’Italia nata dalla Resistenza.
Ma questa tendenza innovatrice del cinema italiano fu accusata dal potere democristiano di praticare le «vie disgregatrici dello scetticismo e della disperazione» e di rendere «un pessimo servigio alla patria»: e il già allora potente sottosegretario alla Presidenza del consiglio con competenze sul cinema, Giulio Andreotti, utilizzò la sua carica per eliminare praticamente il neorealismo, attraverso forme di censura anche economica. Così scomparve praticamente, con rarissime eccezioni, anche la Resistenza: e per consentire al cinema di riproporre momenti, eventi, personaggi della lotta contro il nazifascismo si dovette aspettare la nuova ondata popolare antifascista nel luglio 1960 contro il governo Tambroni, appoggiato dal Movimento sociale italiano.
La produzione di film sulla Resistenza non è mai stata quantitativamente molto numerosa: dal dopoguerra a oggi, qualche centinaio di titoli (tra film di finzione e film documentari) su una produzione cinematografica italiana di migliaia di film. L’industria del cinema non ha mai avuto particolare interesse per questo tema, con il pretesto di un pubblico restio alla rappresentazione di un periodo drammatico della storia italiana e del rischio di una reazione negativa da parte di strati di spettatori ostili alla Resistenza, al suo significato, ai suoi valori.
Ai film prodotti per la diffusione nelle sale sono da aggiungere trasmissioni televisive e poi tutta la fioritura della produzione indipendente destinata all’home video, ai festival, ai circuiti alternativi, realizzata soprattutto a partire dalla tecnologia videomagnetica e digitale (una produzione intensificatasi in occasione della straordinaria manifestazione a Milano del 25 aprile del 1994, dopo la nascita del primo governo Berlusconi che comprendeva ministri di Alleanza nazionale).
Una filmografia completa della Resistenza potrebbe quindi nascere con un progetto che coinvolga naturalmente le principali strutture che si occupano della Resistenza, della sua storia, della sua memoria, della salvaguardia dei documenti che la riguardano: ci si riferisce all’Anpi, all’Ismli (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia), all’Ancr (Archivio nazionale Cinema e Resistenza), che in particolare conserva anche un vasto patrimonio filmografico, all’Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico).